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dal verbale del Consiglio Comunale del 16 Dicembre 2011
Oggetto: Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE). Adozione Variante n. 1/2011: limiti alla localizzazione di impianti di produzione energia da biomasse.
Il consigliere Zanni presenta una proposta di emendamento che qui si allega;
SINDACO: Anticipa che si è ritenuto, come promesso, di approvare la presentazione della proposta di variante prima della conferenza dei servizi già programmata per il 19 e poi spostata al pomeriggio del 22. Passa poi ad esporre i contenuti salienti dell’atto deliberativo specificando che lo stesso è stato condiviso in sede di Unione Reno Galliera, che ha adottato una specifica delibera in data 7 dicembre. Il Sindaco evidenzia che, rispetto a quanto condiviso con gli altri sindaci, si è introdotta una deroga in merito alla distanza da edifici esistenti che è stata portata, per massima prudenza, da 200 a 250 metri . Questa deroga è già stata condivisa, essendo questo il primo Comune che adotta il provvedimento, anche dagli altri Sindaci, che porteranno l’ atto nei loro consigli comunali già aggiornato alla nuova misura.
ZANNI: Partiamo da due citazioni dalla relazione del prof. Salvatore Virzì, letta il 9 dicembre 2011 in occasione del convegno organizzato dalla nostra commissione consiliare biomasse.
1) I sarcomi dei tessuti molli da numerosi autori vengono ritenuti patologie “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da impianti di incenerimento e sono stati correlati all’esposizione in particolare alle diossine. Un indagine condotta a Besancon ha rilevato un aumento di rischio di incidenza di sarcomi del 44% degli abitanti residenti in prossimità di un impianto con emissioni di elevate livelli di diossine. Un altro studio condotto a Mantova ha dimostrato un incidenza di sarcomi dei tessuti molli nei residenti entro 2 Km. dall’impianto per rifiuti industriali , pari al 31,4%. Al riguardo il nostro commento è che, per analogia, lo stesso discorso – per finalità di prevenzione primaria – potrebbe essere trasposto al nostro caso in esame. 2) Voglio ricordarvi ancora, che alcune sostanze che vengono emesse da questi impianti (la formaldeide, le diossine ed altro) sono a rischio cancerogeno e che per le sostanze a rischio cancerogeno per l’uomo (livello ARCI 1) la soglia di sicurezza è ZERO. Citiamo inoltre il verbale della commissione consiliare biomasse del 12 settembre 2011, dove troviamo il seguente dialogo: LODI: si chiede di sapere lo stato dell’arte circa la tempistica con cui pensate di riuscire a modificare il RUE, piano edilizio, per inserire la distanza minima dalle abitazioni civile degli impianti a biomassa, come previsto dalle linee guida gia’ in corso di validita’. SINDACO: ci siamo gia attivati per modificare il RUE in tal senso LODI: ho capito che vi siete attivati, ma quando pensate che sarà modificato ? un giorno un mese, un anno ? E quale distanza pensate di inserire nel RUE ? SINDACO: pensiamo di riuscire a modificarlo entro ottobre, la distanza sarà molta. LODI: molta ? sindaco non mi puo’ rispondere molta, mi deve dire quanto, 100 metri ?, 1 km ?, 5 km?, 10 km ?, quale distanza pensate di inserire ? SINDACO: pensiamo di inserire 2 km dalle abitazioni civili.
Per quanto sopracitato, il nostro gruppo consiliare formula le seguenti considerazioni: 1) auspichiamo che presto la Regione voglia dare mandato ad USL ed ARPA di effettuare uno studio approfondito ed organico sugli effetti per la salute pubblica degli impianti legati alle energie rinnovabili (in particolare biogas e biomasse); 2) nel frattempo, riteniamo che un naturale principio di precauzione debba permeare tutta l’azione pubblica sia politica che amministrativa, e quindi chiediamo che vengano rivisti i limiti indicati nella proposta deliberativa, raddoppiando la distanza minima dai centri abitati (portandola quindi da 1 Km. a 2 Km.). Formalizziamo pertanto l’emendamento già consegnato in apertura di seduta, come previsto dal vigente regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale. Solo se accolto noi potremmo votare a favore, diversamente il nostro voto è contrario. Preso atto degli indirizzi della Giunta dell’Unione, va fatto notare che già il Comune di Galliera vi ha derogato modificando da 200 a 250 metri la distanza dalle case isolate. Da ciò deriva la convinzione che si possa modificare, come da noi proposto, la distanza dai centri abitati. In ogni caso, le linee guida regionali attribuiscono al Comune la facoltà di introdurre distanze minime: ciò conferma che titolarità della scelta e valutazioni discrezionali attengono ai Comuni.
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