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CONSIGLIO COMUNE DI INSEDIAMENTO 6 GIUGNO 2019

Prende la parola in Sindaco Stefano Zanni:

Permettemi innanzi tutto di rivolgere proprio ai nostri Concittadini di Galliera, il mio primo saluto ed il sincero ringraziamento per la loro presenza a questa prima seduta del Consiglio comunale , la prima della nuova legislatura.

Ai Consiglieri Comunali i miei più sinceri complimenti per la loro elezione in questa Assemblea e l’augurio di buon lavoro.

È per me un grande onore ed anche una grande emozione assumere solennemente, con questo giuramento, il ruolo di Sindaco di Galliera.

Quello di questa sera è un passaggio formale, in cui avranno luogo il giuramento del Sindaco, la convalida dei consiglieri e verranno comunicati gli assessori.

Voglio qui dire alcune cose che ritengo debbano essere dette in questa prima adunanza dell’insediamento di una nuova Amministrazione comunale.

Ai cittadini che ci hanno votato , che hanno con il loro consenso consegnato a Noi il dovere di guidare il Paese nei prossimi cinque anni , il mio personale ringraziamento e quello dell’ intero gruppo di maggioranza.

Ma il mio ringraziamento è rivolto anche a coloro che hanno espresso con il loro voto il sostegno degli altri candidati della lista antagonista.

Perché questa è stata una campagna elettorale che ha permesso a tutti di esporre i propri programmi , le proprie idee, di discutere e confrontarsi con il paese il quale , dopo aver vissuto questi momenti con grande intensità, ha partecipato sino dentro le urne, confermando con un buon livello di partecipazione 72% questo fondamentale appuntamento democratico e pronunciandosi in maniera chiara con le percentuali uscite dallo spoglio.

Il risultato conseguito lo scorso 26-27 Maggio è stato importante perché frutto di una campagna elettorale vissuta per le strade , con le persone , articolata in alcuni incontri , alcuni organizzati altri spontanei e improvvisati. Un risultato che ci assegna una grande responsabilità.

La nostra idea è cresciuta proprio in quanti hanno creduto possibile un percorso partecipato e di coinvolgimento, per il bene comune, è cresciuta in quanti hanno visto in questa maggioranza, negli uomini e nelle donne che né fanno parte, la forza, la determinazione e la convinzione, persone capaci di realizzare quel programma e con un obiettivo fra tutti, lavorare bene per il nostro territorio.

Abbiamo capito come fosse necessario e fondamentale offrire alla partecipazione collettiva non argomenti di scontro ma bensì di condivisione.

Abbiamo pensato che le cose giuste da fare fossero il parlare con i cittadini, esporre le nostre idee, ascoltare le loro opinioni, accogliere i loro suggerimenti e renderli partecipi della vita politica locale.

In pratica , esattamente al polo opposto di altre campagne elettorali e di come si è lavorato in questi anni per Galliera.

E così abbiamo fatto.

Non avevamo da mettere in campo vendette personali, riserve sulle persone, conti da regolare, ma solo la nostra capacità nell’avere e costruire relazioni umane, sociali e anche con un po’ di sentimento, passione e tanto entusiasmo!

Il nostro focus elettorale sono state le vie , le piazze, il paese tutt’uno con gli uomini, le donne e i bambini che lo vivono.

Forse solo ora è possibile fino in fondo comprendere come questo sia stata la scelta determinante.

Il confronto e il rapporto con i cittadini sono il più importante nutrimento per la democrazia, guardare negli occhi le persone e alle stesse poter parlare senza problemi è indubbiamente una forza e una caratteristica fondamentale per la nostra comunità locale.

Oggi possiamo dire che è stata una campagna elettorale vera, la nostra.

Chi ha cercato di portarla su piani diversi non solo ha distorto la realtà dei fatti ma ha anche espresso un giudizio quasi offensivo non solo verso quelle poche decine di persone che hanno profuso sforzi per organizzarla ; ma soprattutto verso le centinaia di concittadini che vi hanno partecipato con passione, entusiasmo, interesse, attenzione e che alla fine, hanno scelto.

A coloro che in questo Consiglio svolgeranno il ruolo di minoranza va il mio augurio di buon lavoro, un ruolo mai banale , anzi , se portato avanti con passione e dedizione potrà portare senza dubbio un grande contributo perché è proprio dalla dialettica tra idee e programmi, che a volte si contrappongono, dal confronto tra coloro che pensano diversamente , che trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità.

Cosa significa essere Sindaco, oggi, nel 2019?

La parola “sindaco” rimanda al greco Sýndikos, che significa “amministratore di giustizia”.

Significa quindi aver cura del bene di tutti, dei beni di tutti, saper compiere scelte che sappiano andare nella direzione della cura di chi è più debole, di ciò che è più debole.

Ma essere Sindaco, oggi, con i poteri che la legge conferisce a tale carica, significa anche altro.

Voglio allargare lo sguardo e pensare che, insieme, il Sindaco, la sua Giunta e il Consiglio possano contribuire ad un modello nuovo di paese a cui anche altri possano guardare: un modello che parta dal voler considerare e coinvolgere la comunità che qui vive, negli ultimi anni spesso dimenticata.

Questo progetto ha un suo alfabeto, con parole e pratiche che dobbiamo eliminare ed altre che vanno utilizzate con più frequenza.

Vanno abbandonati scontro, pregiudizio, egoismo, intolleranza, demagogia, smarrimento, stanchezza, pessimismo, imporre.

Bisogna dare forza a dialogo, ascolto, pazienza, mediazione, riscatto, obiettivi, progetti, modelli, umiltà e coinvolgimento.

Non basta solo “fare”.

Intanto occorre “fare bene”, ma è oltremodo necessario che al “fare” si anteponga il pensare, il discernere e lo scegliere.

Che – nell’epoca attuale – non è più la semplice contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, ma la capacità di scegliere tra opzioni diverse quella che sa portare maggiore beneficio alla comunità, nell’interesse di molti e non di pochi.

Io/noi non siamo qui oggi ad occupare un posto ma sono/siamo a disposizione di quanti vogliono salpare per un nuovo viaggio, da fare insieme, al ritorno dal qual poter portare al nostro paese nuovi tesori: innovazione, servizi, benessere, lavoro.

Traendo spunto da un bellissimo testo di una insegnate che per tanti anni ha lavorato nel nostro Comune vorrei sottolineare infine due ultimi passaggi:

  • Sarò il Sindaco anche e soprattutto di chi NON ci ha votato ma non sarò il Sindaco di tutti, non sarò MAI il Sindaco dei furbi e dei disonesti (se mai ce ne saranno) e NON sarò mai il Sindaco di chi proverà a chiedere "favori" in cambio del voto fra 5 anni. La carica che ricopro e che ricopiamo tutti e i "favori" sono incompatibili e la mia, la nostra onestà non sarà merce di scambio.
  • Potremo sbagliare (siete essere umani): chiedere scusa sarò per noi un atto di coraggio non una dimostrazione di debolezza.

Questo sarà lo stile e l’impegno con il quale ciascuno si appresta a vivere – nel rispetto dei ruoli che gli elettori ci hanno affidato – il mandato per i prossimi 5 anni.

Lo dico soprattutto a numerosi giovani presenti in questo Consiglio.

Gli occhi di molti saranno sopra di noi e lo saranno soprattutto su chi è più giovane, perché le attese di cambiamento si concentrano proprio in chi ha ancora molto futuro davanti.

Non cadiamo nell’errore di diventare vecchi anzi tempo, con stili e pratiche non nostre!

Non perdiamo l’occasione di saper innovare.

La correttezza, l'onestà, l'umiltà, il rispetto e la trasparenza ci permetteranno sempre di girare a testa alta e sono sicuro sapremo dimostrare con i fatti il nostro vero valore.