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la petizione per dire
NO ALLA RIQUALIFICAZIONE DELLA CASA IN BISANA A GALLIERA

...crediamo che per perseguire tali obiettivi non sia necessario spendere 500.000 euro per ripristinare la casa della Bisana, più 100.000 euro per gli arredi e le varie necessità e tutto quello che ne seguirà…

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20
May
2010
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Il Piano regolatore generale (Prg) del 1998 aveva lo scopo di unificare le due frazioni di San Vincenzo e San Venanzio e rendere così più armonioso lo sviluppo del comune attorno al suo capoluogo. All’interno del cosiddetto “Compartone” (macroarea dietro la chiesa di San Vincenzo e contro Riolo), doveva trovare posto un nuovo pre-campo sportivo in sostituzione di quello già esistente (zona successivamente utilizzabile per altre esigenze legate alla crescita del paese che sarebbe venuta), il polo scolastico che doveva accogliere tutte le strutture scolastiche del nostro Comune e la nuova mensa che avrebbe offerto posti di lavoro per i nostri cittadini. Le spese per la realizzazione del polo scolastico e della mensa sarebbero state coperte con la vendita di alcune delle aree sulle quali erano ubicate le vecchie scuole e, se necessario con una parte degli introiti della discarica. Per quanto riguarda, invece, le aree artigianali – industriali, era prevista un’area ad Est di quella già esistente. Tutto questo per l’allora sindaco Neri e la sua Giunta era del tutto logico per uno sviluppo adeguato del comune di Galliera. E’ evidente che, dello stesso parere, non sono state le due Amministrazioni successive presiedute dall’ex sindaco Chiarillo. Infatti non si è visto alcun polo scolastico e neppure nessun nuovo pre-campo, ma è sparito anche quello già esistente. Inoltre non si è vista alcuna nuova mensa anzi non abbiamo più una mensa e nemmeno i relativi posti di lavoro. Ma almeno riguardo alla questione mensa possiamo stare tranquilli, infatti, la mensa centralizzata che rifornisce le nostre strutture scolastiche, situata nel comune di San Pietro in Casale, ha come presidente proprio l’ex sindaco Chiarillo. Si legge sull’ultimo numero di Torre che l’Amministrazione Vergnana si lamenta della crisi e del fatto che aumenta sempre di più la disoccupazione. Noi pensiamo sia compito di una amministrazione concorrere alla difesa di posti di lavoro, non eliminarli per poi attribuire colpe ad altri. Da quanto suddetto risulta chiaro che il Prg dalla sua previsione ha visto non un fisiologico cambiamento e rimodellamento, quanto un pressoché totale stravolgimento che ne ha snaturato l’identità originaria dimostrando – a nostro avviso – negli amministratori degli ultimi dodici anni poca capacità pianificatoria e assoluta inadeguatezza nel risolvere i problemi. Oggi dal vecchio Prg si è passati al Piano Strutturale Comunale (Psc, di durata non vincolata, ma legata alla realizzazione di quanto previsto, comunque si stima almeno 20 anni) e più avanti avremo il Piano Operativo Comunale (Poc) di maggiore dettaglio. Il Psc proposto per l’adozione prevede 716 alloggi, dei quali circa 421 già previsti dal Prg del 1998 (dei quali 340 nel “Compartone”, quindi più dell’80%), 235 di nuove costruzioni e 60 di riqualificazione dell’esistente. La maggior parte degli alloggi pertanto risulta ancora legata al vecchio “Compartone” (il 48% dell’intero volume d’alloggi teorici), un’area rimasta bloccata per dodici anni e attualmente senza alcun spiraglio di sblocco. Risulta evidente che uno degli obiettivi primari dell’attuale Amministrazione, mettendo da parte l’orgoglio e la pervicacia avuti in questi 12 anni nel proseguire nella rigidità che ne ha determinato il suo sostanziale fallimento e lasciato la crescita del comune al palo, dovrebbe essere quello di trovare una soluzione al problema se non si vuole rischiare la paralisi. A questo fine, nella campagna elettorale dello scorso anno, la nostra lista Uniti per Galliera, aveva suggerito nel suo programma amministrativo l’opportunità di ragionare sull’ipotesi, in sede di variante al Prg, di suddivisione del “Compartone” in sub-comparti, stimolando la costituzione di un consorzio obbligatorio tra i proprietari che permettesse ad alcuni di partire in attesa di altri pronti a farlo successivamente, ma ugualmente e reciprocamente legati all’impegno di costruire nei tempi stabiliti ed al farsi carico pro-quota delle opere di urbanizzazione primaria. Una soluzione, in questo momento così di stallo delle costruzioni, che garantirebbe di essere pronti nel momento in cui, finita la fase acuta della crisi, ripartirà il mercato edilizio. E’ ora di rimboccarsi le maniche, le soluzioni ai problemi non piovono quasi mai dal cielo.

Gaetano Vallone e Vicente Mari

 

IMPIANTO BIOMASSE

AUMENTI TARIFFARI 2011

 



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