Il dato statistico sulla presenza di cittadini stranieri nel nostro Comune (730 nel 2008, pari al 13,1% ed in continua crescita) ci porta ad essere uno tra i primissimi della provincia (secondi solo ad un paio di comuni della montagna) ed il primo nel distretto socio-sanitario Pianura Est (di cui facciamo parte insieme ad altri quattordici Comuni), a fronte dei risultati più bassi sulla popolazione straniera che si hanno a Castenaso e Castel Maggiore. Ciò che sembra emergere è come i comuni più ricchi, con maggiori servizi ed una più alta qualità della vita dell'hinterland bolognese abbiano la più bassa percentuale di stranieri, mentre quelli più poveri (tra cui Galliera, come si evince dai dati provinciali sul reddito pro capite), lontani da Bologna e con una minore offerta di servizi pare si offrano come approdo naturale per nuclei familiari di cittadini di altri Paesi. Per una riflessione sull'argomento, è necessario partire dall'assunto che ciascun essere umano – senza distinzione alcuna – ha un uguale diritto a realizzare le proprie aspirazioni di vita e ad avere serenità e felicità. E' anche importante che ognuno di noi abbia ben presente come dietro ogni storia di migrazione possano esserci aspetti tragici di violenza e sopraffazione e come sia doveroso porsi con un atteggiamento rispettoso nei confronti di chi sceglie di lasciare le proprie radici col Paese d'origine con la speranza di migliorare le proprie condizioni di vita. Detto questo, non possiamo nasconderci che tutto ciò ha un forte impatto sociale e culturale. Per esigenze di spazio non ci è possibile toccarne altri, ma vorremmo fare alcune brevi considerazioni sui temi immigrazione / case popolari e stranieri / sicurezza. Partendo dall'edilizia residenziale pubblica, il dato della prima graduatoria definitiva di Galliera riguardante l'assegnazione delle case popolari ci offre questo dato: 40 domande totali (delle quali 19 di extracomunitari, quindi quasi il 50%), nelle prime 10 posizioni 7 domande di stranieri (quindi il 70%); è un dato che colpisce notevolmente, specie anche alla luce del fatto che viene raddoppiato il già pur alto dato regionale (34% di accesso alle case popolari a fronte di una media dell'8%). Nel pieno rispetto della normativa regionale in materia (L.R. 24/2001) e di quanto già disciplinato da altri Comuni a noi vicini, le nostre proposte volte a difendere la possibilità per le famiglie italiane di accedere alle case popolari sono di modificare il nostro regolamento comunale prevedendo: 1) un punteggio per la residenza pluriennale (da almeno due anni) nel comune di Galliera al fine di tutelare i cittadini in attesa da più anni; 2) contemplare la possibilità graduatorie speciali che diano priorità ai più bisognosi (disabili, anziani soli, giovani coppie con figli), in questo caso anche indipendentemente dalla loro origine perché nulla viene prima della tutela della salute e della persona. Passando al tema sicurezza, pur nello scarso valore del dato statistico, chiaramente non vogliamo asserire l’equivalenza immigrato = criminale, ci limiteremo però a ricordare alcuni recenti fatti: 1) il furto d'auto da parte di magrebini, la corsa ad alta velocità per le vie di San Venanzio e lo schianto contro un albero; 2) i recenti arresti (apparsi sulla stampa locale di Bologna e Ferrara) per spaccio di droga, nell'ambito di due operazioni distinte, di due cittadini extracomunitari (uno nigeriano, l'altro marocchino) domiciliati a Galliera; 3) i sempre più frequenti casi di ubriachezza molesta nei bar. Pensiamo che su questo argomento ogni parte sociale a diverso titolo interessata debba procedere ad una serie d’interventi che uniscano integrazione e rigore. Per l'integrazione è certamente importante colmare il gap d'opportunità nello studio e nell'accesso al lavoro, aprirsi alla reciproca conoscenza senza paure, non precludere la possibilità di concedere cittadinanza per la seconda generazione dei figli degli immigrati, agevolare la costituzione di associazioni interculturali ed all'ingresso di cittadini stranieri nel tessuto aggregativo del territorio (no, invece, al riconoscimento del ruolo delle comunità straniere, al fine di evitare il rischio del “caporalato”). Per quanto riguarda il rigore, oltre all'imprescindibile azione delle Forze dell'Ordine, pensiamo che il nostro Comune – attraverso gli strumenti previsti dalla normativa in capo alla figura del Sindaco – possa e debba: a) incrementare i controlli su eventuali clandestini, cittadini senza regolare titolo di soggiorno in Italia; b) vigilare maggiormente, tramite la Polizia Municipale, sulle ospitalità temporanee e sulle presenze di domiciliati nel nostro territorio, secondo la normativa vigente perché non possiamo non considerare che, se nei comuni limitrofi sarà premiata una politica di controllo dell'immigrazione volta a rendere più rigido il sistema, il comune di Galliera potrebbe divenire sbocco prioritario per irregolari. Tornando a considerazioni più generali, affinché il sistema regga, reputiamo vi sia la necessità di: coniugare accoglienza ed ospitalità con rigore e sicurezza; conciliare il rispetto per i costumi altrui con la doverosa difesa della propria identità; evitare con estrema forza ogni forma di razzismo e xenofobia ma, altresì, di non nascondere o minimizzare le situazioni problematiche o di pericolo legate ai fenomeni migratori; far collimare le legittime aspirazioni di vita di ciascuno di noi con il dovere di creare una cittadinanza reale e non artificiosa o fittizia. Riteniamo che queste siano tra le principali sfide per il nostro futuro, chiaramente non solo per il nostro piccolo Comune, ma soprattutto per l'Italia e ancor più per l'Europa. Se sapremo affrontarle con le idee chiare potremo riuscire a governare con successo questo complesso processo sociale di cambiamento, diversamente i rischi profondi sono la perdita della nostra identità culturale, la crisi del nostro sistema di valori, l'insicurezza sociale ed un generale impoverimento umano.
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