I Comuni di Galliera, San Pietro, San Giorgio e Malalbergo hanno costituito lo scorso anno una società mista pubblico – privata, denominata SERA, per la gestione del servizio di refezione scolastica e per pasti destinati agli anziani. Il 7 gennaio 2010 la mensa centralizzata, con sede a San Pietro in Casale, ha iniziato ad operare tra notevoli difficoltà tecniche, organizzative e gestionali, erogando un servizio qualitativamente molto insufficiente. Lo stesso sindaco l’ha ammesso nella seduta del Consiglio comunale dell’ 1 febbraio, dicendo che “[…] il servizio mensa centralizzata che purtroppo è partito male, perchè i primi due giorni sono stati piuttosto incresciosi. […] Ci sono stati dei problemi nell’organizzazione e nella distribuzione logistica sbagliata mentre il 5 febbraio è stata convocata l’Assemblea dei Soci, dove verranno prese in esame le dimissioni in toto del C.d.A. che era stato nominato”. La replica della nostra lista civica Uniti per Galliera è stata che l’inizio di questa esperienza si può definire semplicemente allucinante. L’affermazione che il disagio si è limitato ai soli due giorni iniziali è molto riduttivo. Troviamo inoltre inconcepibile che il socio privato non abbia fatto una simulazione del percorso di consegna alle scuole, visto che il primo giorno gli autisti non sapevano neppure dove fossero i singoli plessi. Quanto accaduto è inaccettabile, pericoloso e scandaloso: ritardi di ore nella consegna di pasti arrivati – quindi – freddi, diete sbagliate, assoluta improvvisazione organizzativa … Insomma, un servizio davvero inammissibile; pertanto l’indignazione dei genitori è stata assolutamente sacrosanta. Quanto sostenuto dal sindaco in merito alla sostituzione in toto del Cda è stato poi sconfessato nei fatti perché, quando il Consiglio d’Amministrazione di tre componenti (tra cui il nostro ex sindaco Chiarillo, che era vicepresidente), si è dimesso, la soluzione dei sindaci dei quattro Comuni interessati è stato di “promuovere” lo stesso Chiarillo, nominandolo nuovo presidente ! A noi sembra quanto mai strana questa scelta. E’ difficile pensare che egli stesso non fosse a conoscenza di quanto accadeva, essendo coinvolto nella prima fase amministrativa. Siccome crediamo nel vecchio detto “Chi sbaglia paga”, proprio non comprendiamo come sembri che solo lui non fosse a conoscenza di quanto accadeva. Per quanto ci riguarda la nostra azione è indirizzata solamente al miglioramento della qualità di questo importante servizio fruito dai cittadini, specialmente in considerazione che i principali consumatori sono bambini e ragazzi. A questo fine abbiamo suggerito, una volta risolti i problemi e capiti i motivi degli errori commessi , di predisporre la carta dei servizi, uno strumento utile affinché i fruitori possano chiedere il rispetto di quanto promesso e che permette di legare con delle certezze il rapporto tra i consumatori e le amministrazioni. Nel Consiglio del 28 aprile, valutata da parte nostra la necessità, ad alcuni mesi dall’inizio delle attività, di fare una verifica e un ampio confronto sul servizio di refezione scolastica e pasti per anziani, abbiamo chiesto al sindaco di prevedere un’audizione pubblica con la presenza del presidente di SERA, Giuseppe Chiarillo, per poter approfondire tutte le eventuali problematiche sollevate da genitori, anziani e amministratori. Potremo così essere relazionati sulla situazione attuale dato che ci risultano esservi ancora diversi problemi. In caso di Consiglio comunale previsto nel mese di maggio, abbiamo su ggerito d’inserire tale punto – prevedendo necessariamente la possibilità d’intervento del pubblico – all’ordine del giorno; diversamente, abbiamo chiesto di organizzare un incontro pubblico sul tema da farsi entro la fine dell’anno scolastico in corso. Nel momento in cui scriviamo apprendiamo che per martedì 25 maggio è stata convocata un’assemblea pubblica in municipio: siamo contenti sia stata accolta la nostra richiesta, ciò dà la possibilità ai cittadini d’intervenire e partecipare attivamente alla vita pubblica, specie riguardo ad un servizio che, rispetto all’anno scorso, costa di più al Comune e ai cittadini perché le rette sono aumentate (per ora 20 centesimi a pasto) e sono destinate a crescere ancor di più.
Carmela Loscalzo e Alessandra Franchini
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