Preso atto dell’introduzione del Sindaco e dell’intervento dell’Assessore sul fattivo confronto in atto, a quanto ho capito l’iter prevede l’istruttoria da parte della Provincia di Bologna ed esistono pareri e prescrizioni già formulate da ARPA ed ASL cui il soggetto attuatore dell’intervento dichiara di essersi attenuto, prevedendo in aggiunta anche strumenti, attrezzature ed accorgimenti non strettamente obbligatori ma che verrebbero comunque introdotti nell’impianto (filtri, alberature,…). Le problematiche emerse dall’ampia discussione mi paiono ricondursi principalmente a: 1) diffidenza generalizzata circa il tipo d’intervento; 2) dubbi sulla convenienza energetica e possibili rischi per la salute causa eventuali polveri ultrasottili; 3) lamentata ridotta distanza dalle abitazioni e richiesta di spostamento in altra zona o quantomeno in posizione maggiormente distante dall’abitato; 4) efficacia ed efficienza delle manutenzioni nel tempo; 5) disagi alla circolazione e disturbo alla quiete; 6) dubbi sulla stagionalità delle attività e sui tempi della concessione autorizzatoria; 7) svalutazione degli immobili confinanti e/o limitrofi; 8) coinvolgimento tardivo degli interessati.
Nel mio intervento ho chiesto: a) come mai all’incontro non fosse presente alcun tecnico rappresentante della Provincia (amministrazione che ha in capo l’istruttoria della pratica e quindi la più titolata a sciogliere le perplessità emerse e rispondere alle domande dei cittadini): la risposta datami circa il fatto che l’ente organizza già la conferenza di servizi non mi pare cancellare l’opportunità della presenza di qualcuno all’incontro tenutosi il 7 febbraio; b) se ci sono impianti del genere nella zona, ottenendo risposta negativa dal Geom. Santi in quanto il più vicino risulta essere in Lombardia (Volta Mantovana); c) se l’intervento può essere spostato altrove, ricevendo risposte negative in base alle possibilità legate ad ENEL; d) che i pareri di ARPA ed ASL fossero fatti pervenire agli interessati ai sensi della L. 241/1990, affinché essi fossero informati di quanto prescritto; e) se ci saranno compensazioni e/o benefici riconosciuti dalla proprietà ai confinanti per ridurre i disagi causati, ottenendo risposta circa un impegno ad un rifacimento dell’asfaltatura del tratto di strada interessato; f) qual è il ruolo del Comune di Galliera e quali possibilità ha di incidere sull’iter in corso. Su ques’ultimo punto mi pare di aver capito dagli interventi di Morselli, Santi e del Sindaco che - visto che si tratterebbe di un intervento riconosciuto come agricolo e da realizzarsi in territorio rurale - non vi sarebbe nessuna possibilità d’intervento da parte del Comune di Galliera in quanto già previsto dal PSC.
Nel caso quanto da me ricostruito non corrisponda a verità, chiedo di essere corretto. Detto ciò, sono a formulare le seguenti domande: 1) davvero il Comune di Galliera non ha strumenti per poter esprimere un proprio giudizio di merito sull’intervento ? 2) il progetto e/o l’intervento non devono assolutamente passare per il Consiglio Comunale ? 3) per quale motivo non si è data nessuna comunicazione ai confinanti prima del 7 febbraio ? non sarebbe stato più opportuno informare i cittadini interessati nel momento in cui l’amministrazione è venuta a conoscenza della presentazione del progetto ? Per quanto sopraesposto, sono cortesemente a richiedere che: 1) in sede di conferenza di servizi: a) vengano riportate le problematiche sollevate dai cittadini nel corso dell’incontro citato; b) siano approfondite ulteriormente le tematiche riguardanti la salubrità dell’intervento e le possibili ricadute (anche nel medio – lungo periodo) per i cittadini; c) il Comune di Galliera chieda più tempo prima di esprimere un parere; 2) i pareri di ARPA ed ASL vengano trasmessi agli interessati, cioè i confinanti e i limitrofi del terreno oggetto del progetto; 3) la proprietà, magari con la mediazione del Comune, valuti ulteriori benefici compensativi per i confinanti ed il vicinato nel caso l’impianto venga realizzato; 4) sia convocato quanto prima un incontro tra il Sindaco ed i capigruppo consiliari per poter discutere in maniera più approfondita l’intera questione, eventualmente prevedendo la possibilità di una commissione consiliare di scopo sulle tematiche ambientali.
Premettendo ovviamente il massimo rispetto della normativa vigente, la mia riflessione conclusiva è che, preso atto delle garanzie indicate dai soggetti attuatori e certi della loro buona fede, sia comunque necessaria una seria ed articolata riflessione degli organi politici sull’opportunità dell’intervento (e sul suo posizionamento), approfondendo tutte le tematiche ambientali e legate alla salute dei cittadini e confrontandosi maggiormente (ed in maniera più tempestiva, visto il ritardo con cui è stato fatto) con gli stessi |